Dagmar Mann tedesca di origine, ha vissuto e lavorato in diverse città europee quali Amburgo, Oslo, Stoccolma, Kopenhagen, Venezia, Napoli; si è, quindi, stabilita definitivamente a Milano.
E’ forse alquanto improduttivo cercare analogie, parentele o richiami per collocare quest’artista nel quadro dei movimenti pittorici attuali.
La personalità così originale di Dagmar Mann sfugge ad ogni “incasellamento”.
La sua fantasia, l’inventiva, il suo cromatismo e una profonda padronanza del disegno, sempre fluido, rendono infatti le sue opere decisamente inconfondibili.
“Io tendo - dice l’artista - ad una visione lirica nella quale i miei sogni si identificano con una realtà poetica, che coincide anche con atteggiamenti surreali, purché vista in rapporto al sentimento umano”.
Nelle sue opere vi è sempre una visione ottimistica della vita: gioia, relax, divertimento ma sempre accompagnati da un alto impegno artistico.
In una presentazione di una sua personale Mario Monteverdi scrive: “La grafica pittorica di Dagmar Mann è innanzi tutto un fatto liberatorio e proprio come tale assume una sua precisa importanza poetica. La grafia non prescinde dalla pittura, così come il colore non prescinde dal segno: ma l’una e l’altro sono visti in una proiezione fantastica nella quale l’ironia gioca con una sua particolare incisività, rivelando una sottile inquietudine intellettuale che è, forse, la spina segreta dell’artista la quale vorrebbe, per contro, ritrovare una sua totale e assoluta genuinità … … Il sogno si fa protagonista e diviene l’essenza di un mondo poetico nel quale la verità della fantasia distrugge il peso di una realtà esterna a cui l’artista si ribella per riconquistare se stessa”,  in  MARIO MONTEVERDI, Donne di quadri, Edizioni del sigillo, Milano 1981,